Roberto Tarallo - Il gatto col fiocco e il cappuccio
La vita, a volte, ci mette di fronte a delle prove che ci bloccano perché la richiesta è di superare dei test che appaiono impossibili. Non è semplice trovare la forza, reagire, sconfiggere i demoni o le paure e andare avanti rialzando la testa velocemente. Qualche volta le batoste, quando arrivano, colpiscono forte e ci sentiamo sopraffatti, sconfitti, deboli di fronte alle decisioni da prendere. Sembra di avere addosso un macigno insormontabile, una montagna che, anche se tentiamo di scalarla, non si arriva mai alla cima.
Per Riccardo Zoiro, ex Commissario di Polizia in congedo anticipato, è così. È un personaggio che non riesce ad aprirsi a pieno e questo mi fa pensare che ci sarà un seguito. Riccardo è bloccato in un limbo; vuole stare solo, niente gli dà gioia, non ha voglia di fare niente, si muove, mangia e dorme semplicemente perché respira ma non gli interessa più nulla. A un certo punto però il Comandante Ravelli lo coinvolge nel caso di una donna trovata morta sulla costa pugliese, e l' istinto o forse la vita, gli allunga la mano e gli dà la spinta per guardare avanti e rialzarsi. La vittima è una giovane e bella donna moldava, Tatiana, di cui si riesce a scoprire poco, soprattutto all' inizio. Ci sono poche informazioni ma con calma si riesce a scoprire qualche pezzo del puzzle. Zoiro non si scopre molto ma la vita lo chiama a rivedere il sole e la voglia di dare giustizia a questa donna che ha incontrato un destino crudele diventa un traguardo che sente di dover tagliare.
Nella trama si trovano temi conosciuti e spesso trattati come la mafia dell'Est e la malavita locale, vittime giovani con sogni infranti e una routine che vorremmo tutti fossero finite ma continuiamo ad imbatterci. Il ritmo l' ho trovato incalzante superata la metà del romanzo quando l'indagine si intreccia sempre più e Zoiro sente la vita bruciargli nel petto. Fino a quel momento ci si muove con addosso un senso di apatia, come quella che tiene bloccato l' ex commissario. Riccardo Zoiro è un personaggio che sboccia nel corso del romanzo e credo non abbia ancora finito. Gli altri personaggi sono delineati e permettono di farsi conoscere. L'Appuntato Carone, per esempio, è giovane e ambizioso; viene messo a disposizione dell' ex commissario per l' indagine della donna apparentemente uccisa e sotto sotto dà il suo contributo per permettere a Zoiro di sorridere di nuovo alla vita.

Un'indagine avvincente tra ombre e verità
Riccardo Zoiro, ex Commissario di Polizia in congedo anticipato, vive da anni in un limbo di apatia e solitudine. Ma quando il Comandante Ravelli lo coinvolge nel caso di una donna trovata morta sulla costa pugliese, la sua indole investigativa si riaccende. La vittima è Tatiana, una giovane badante moldava intrappolata in un giro criminale tra mafia dell'Est e malavita locale.
Un noir moderno che avvolge e conquista
Affiancato dall'intuitivo Appuntato Carone, Zoiro segue una doppia pista che lo porterà a una maxi-operazione di valenza nazionale. Tra crimini efferati e dilemmi personali, l'ex Commissario affronta la sua indagine più difficile: ritrovare se stesso.