Fabrizio Falchi - Polvere di gesso
Fabrizio Falchi, con Polvere di gesso, firma il suo debutto come scrittore e per farlo parte proprio da ciò che conosce bene. Fabrizio è un ricercatore che si occupa di intelligenza artificiale presso il CNR di Pisa, proprio come il suo protagonista, Luigi Fucini.
Luigi è un personaggio semplice ma con fantasmi che non lo lasciano tranquillo, un lavoro che ama e un evento che lo turba dentro. Al CNR viene trovato il cadavere di una giovane collega precaria, Linda Proietti. Dai primi rilievi tutto fa pensare che si sia suicidata. Luigi non è per niente convinto, conosceva Linda, era una donna decisa, sicura di sé, con molti progetti nel cassetto e studi da approfondire. Secondo Luigi il suicidio è impossibile. Il commissario chiamato sul luogo è un amico di Luigi e pare poco convinto anche lui. Luigi, mosso da grandi dubbi, inizia a fare domande e indaga entrando sempre di più nei particolari.
La prima cosa che mi ha incuriosito è stato il luogo dove l' autore ha ambientato il romanzo. Il CNR di Pisa è una struttura di ricerca che si occupa di produrre nuova conoscenza; al suo interno si svolge attività di ricerca scientifica e tecnologica in vari settori, come la salute e l'ambiente e poi si trova a Pisa, città che non dista molto dal luogo in cui abito. È una struttura di ricerca quindi è animata da persona che hanno la voglia di studiare, di trovare risposte e migliorare la vita di tutti. Fabrizio ha dato inizio alla sua carriera di scrittore immaginando e creando una storia proprio nel luogo dove passa la maggior parte del suo tempo. Ha creato dei personaggi credibili, li ha descritti piano piano durante il romanzo rendendo visibile quello che avevano dentro solo arrivando in fondo al romanzo. Si vede anche un po' Pisa ma principalmente si vive al centro seguendo le ansie di Luigi che scava per Linda ma lui non riesce ad aprirsi molto e anche il lettore fa fatica a entrare in empatia con lui. Il romanzo scorre bene ma il ritmo è lento, ci sono descrizioni ma soprattutto riflessioni del protagonista che rallentano la narrazione. La trama mi piace, è aggrovigliata. Gli eventi vengono presentati in ordine cronologico quindi si perde un pò la suspence, ma la curiosità di capire realmente cos'è successo e cosa tormenta così tanto Luigi accompagna il lettore fino al termine del romanzo.

Luigi Fucini, ricercatore che si occupa di intelligenza artificiale presso il CNR di Pisa, vive immerso nella musica, che sente come parte del suo inconscio. Un giorno, Linda Proietti, collega precaria specializzata in mondi virtuali, sceglie Jeremy dei Pearl Jam come testamento del proprio suicidio.
Luigi non riesce ad accettare quella morte e, spinto più dai suoi fantasmi che da dubbi concreti, inizia a indagare. Ma non si tratta solo di un'indagine su una morte sospetta, quanto sul confine fra mondo reale e realtà virtuale, fra intelligenza artificiale e sentimenti umani. Un confine sottile, molto sottile.