Carmine Mari - Morte sulla Joannis
Il romanzo ci trasporta in un'atmosfera magnetica: l'Europa del 1914, un mondo che sta per esplodere, racchiuso nello spazio angusto di una nave russa ferma a Salerno. La premessa è eccellente e il commissario Danio Merli, affiancato dall'acuto interprete Edoardo Scannapieco, forma una coppia investigativa con un potenziale notevole, capace di muoversi tra i non-detti di una lista passeggeri che sembra un campionario di spie e fuggitivi.
L'autore eccelle nella ricostruzione storica. Le tensioni politiche, il dramma del popolo armeno incarnato da Taline Davtyan e le lotte sindacali salernitane sono descritte con una precisione che farà la gioia dei puristi del genere. Non è solo un giallo, ma un affresco di un'epoca in cui ogni gesto era un segnale in codice per i servizi segreti di mezzo continente.
Il romanzo soffre di una certa lentezza strutturale. Nonostante il duplice omicidio iniziale prometta un'accelerazione immediata, la narrazione tende a perdersi in congetture prolisse. Il commissario Merli "annaspa", e con lui a tratti anche il lettore, tra piste secondarie che rallentano l'indagine principale. Per i miei gusti ci sono anche troppe descrizioni. Sebbene Salerno e le "viscere" della nave siano rese magnificamente, il ritmo ne risente, rendendo la lettura a tratti faticosa per chi cerca la tensione tipica del thriller. L'autore delinea molto i personaggi e in questo contesto storico, a mio avviso, schiaccia l'azione, lasciando che le riflessioni dei protagonisti prendano il sopravvento sul dinamismo degli eventi.
Il romanzo è prezioso per chi vuole immergersi totalmente nelle atmosfere pre-belliche e ama perdersi nei dettagli del passato, ma che potrebbe risultare un po' statico per chi cerca un giallo dal passo veloce e incalzante. E' per me un'opera che predilige la profondità storica alla velocità d'esecuzione. Merita la lettura per la qualità della scrittura e l'accuratezza dell'ambientazione, a patto di affrontarlo con la pazienza che si deve a un lungo viaggio in mare.

Mentre un'Europa sempre più armata e turbolenta scivola verso la Prima Guerra mondiale, la nave Joannis, diretta in Russia, ripara nel porto di Salerno a causa del maltempo.
Incaricato di far luce su un terribile duplice omicidio avvenuto a bordo della nave, il commissario Danio Merli "arruola" come suo interprete Edoardo Scannapieco, portiere d'albergo e giornalista. C'è un colpevole da trovare e le indagini punteranno gli occhi sui passeggeri: uomini d'affari, professori dalla mente singolare, profughi di ritorno alle loro patrie, reporter allucinati e donne in viaggio di piacere. Merli annaspa dietro congetture, false piste e indizi fuorvianti. Qualcuno si mostra come non dovrebbe essere, Edoardo lo intuisce, persino la nave ha qualcosa di ambiguo: cosa nasconde nelle sue viscere?
Sullo sfondo di una guerra tra imperi e servizi segreti, mentre la città è alle prese con le lotte sindacali, Edoardo incrocia Taline Davtyan, giovane armena in navigazione verso un futuro incerto. Tra spie, cospirazioni e tensioni politiche, l'amore e l'ideale si scontrano in un thriller storico che anticipa i tragici eventi del Novecento.